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giovedì, 24 maggio 2007

Nella mia ora di libertà

Di respirare la stessa aria
di un secondino non mi va
perciò ho deciso di rinunciare
alla mia ora di libertà

se c'è qualcosa da spartire
tra un prigioniero e il suo piantone
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione.

È cominciata un'ora prima
e un'ora dopo era già finita
ho visto gente venire sola
e poi insieme verso l'uscita

non mi aspettavo un vostro errore
uomini e donne di tribunale
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci so stare
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci sono stare.

Fuori dell'aula sulla strada
ma in mezzo al fuori anche fuori di là
ho chiesto al meglio della mia faccia
una polemica di dignità

tante le grinte, le ghigne, i musi,
vagli a spiegare che è primavera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera
e poi lo scanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera.

Tante le grinte, le ghigne, i musi,
poche le facce, tra loro lei,
si sta chiedendo tutto in un giorno
si suggerisce, ci giurerei
quel che dirà di me alla gente
quel che dirà ve lo dico io
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio.

Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.

E adesso imparo un sacco di cose
in mezzo agli altri vestiti uguali
tranne qual'è il crimine giusto
per non passare da criminali.

C'hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame.

Di respirare la stessa aria
dei secondini non ci va
e abbiamo deciso di imprigionarli
durante l'ora di libertà
venite adesso alla prigione
state a sentire sulla porta
la nostra ultima canzone
che vi ripete un'altra volta
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
postato da: BKF alle ore 14:45 | link | commenti (2)
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domenica, 20 maggio 2007

non é morta

 L'hanno ammazzata a fucilate,
 A colpi di mitraglia,
 E trascinata con la sua bandiera
 Nella terra argillosa.
 La grassa turba dei boia
 Si credeva la più forte.

Tutto ciò non toglie, Nicola,
 Che la Comune non è morta.
 Tutto ciò non toglie, Nicola,
 Che la Comune non è morta.

Come contadini che falciano un prato
 O che fanno cadere le mele,
 I Versagliesi han massacrato
 Almeno centomila persone.
 E i centomila assassinati
 Vedete ora quanto rendono.

Tutto ciò non toglie, Nicola,
 Che la Comune non è morta.
 Tutto ciò non toglie, Nicola,
 Che la Comune non è morta..

 Certo, hanno fucilato Varlin,
 Flourens, Duval, Millière,
 Ferré, Rigault, Tony Moilin;
 È pieno il cimitero.
 Credevano di tagliarle le braccia,
 Di vuotarle l'aorta.

Tutto ciò non toglie, Nicola,
 Che la Comune non è morta.
 Tutto ciò non toglie, Nicola,
 Che la Comune non è morta.

Si son comportati da banditi
 Contando sul silenzio,
 Hanno finito i feriti sulle barelle,
 Sulle barelle delle ambulanze;
 Il sangue, inzuppando i vestiti,
 Scorreva sotto la porta.

Tutto ciò non toglie, Nicola,
 Che la Comune non è morta.
 Tutto ciò non toglie, Nicola,
 Che la Comune non è morta.

I giornalisti poliziotti,
 Mercanti di calunnie,
 Hanno sparso sui nostri morti
 I loro fiotti d'ignominia;
 I Maxim Ducamp, i Dumas
 Hanno vomitato la loro acqua forte.

Tutto ciò non toglie, Nicola,
 Che la Comune non è morta.
 Tutto ciò non toglie, Nicola,
 Che la Comune non è morta..

È la scure di Damocle
 Che incombe sulla loro testa;
 Ai funerali di Vallès
 Erano tutti istupiditi.
 È un fatto: eravamo una gran folla
 A fargli da scorta!

E questo prova, in ogni caso, Nicola,
 Che la Comune non è morta.
 E questo prova, in ogni caso, Nicola,
 Che la Comune non è morta.

Insomma, ciò dimostra ai combattenti
 Che Marianna ha la pelle scura,
 Ha un cane nel ventre ed è tempo
 Di gridare: viva la Comune!
 Dimostra a tutti i Giuda
 Che se le cose vanno avanti così

Lo sentiranno fra poco, perdio,
 Che la Comune non è morta,
 Lo sentiranno fra poco, perdio,
 Che la Comune non è morta.
postato da: BKF alle ore 17:47 | link | commenti
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