la cellula d'azione surrealista mi-sud e' in ottime condizioni,
siamo decisamente aumentati di numero
e abbiamo deciso di parcellizzarci nell'infosfera,
nella metropoli-informazionale.
siamo quelli che insegnano nelle vostre scuole elementari,
che scrivono sui vostri giornali, che progettano le vostre trasmissioni televisive,
che impostano le serate di intrattenimento nei vostri locali.
abbiamo in mano la meta' dei vostri sistemi produttivi e stiamo anche facendo un discreto cash.
non abbiamo fretta, abbiamo maturato una certa calma zen.
prima di scomparire definitivamente ai vostri inutili sguardi,
cercheremo di capire quanti e quali soggetti di questa citta' abbiano preso coscienza
dell'avvento della societa' del controllo e dello spettacolo
poi sara' la guerra, e allora davvero non ci prenderete mai.
La lotta contro l'alienazione deve a se stessa l'attribuzione alle parole del loro senso reale, come pure la restituzione alle stesse della loro forza iniziale:
COSI' NON DITE PIU':
società
MA DITE:
racket
COSI' NON DITE PIU':
professore
psicologo
poeta
sociologo
militante (di ogni risma)
obiettore di coscienza
sindacalista
prete
famiglia
(lista non limitativa)
MA DITE:
Poliziotti
COSI' NON DITE PIU':
informazione
MA DITE:
deformazione (al livello del racket mondiale e delle sue mistificazioni)
COSI' NON DITE PIU':
lavoro
MA DITE:
galera
COSI' NON DITE PIU':
l'arte
MA DITE:
quanto costa?
COSI' NON DITE PIU':
dialogo
MA DITE:
masturbazione
COSI' NON DITE PIU':
cultura
MA DITE:
merda gargarizzata a non finire da tutti i cretini pedanti
COSI' NON DITE PIU':
sorella
MA DITE:
amor mio
COSI' NON DITE PIU':
Signor professore
buonasera papà
scusi, signor agente
grazie, dottore
MA DITE:
crepa, stronzo!
COSI' NON DITE PIU':
legalità
MA DITE:
trappola per coglioni
COSI' NON DITE PIU':
civiltà
MA DITE:
sterilizzazione
COSI' NON DITE PIU'
urbanesimo
MA DITE
polizia preventiva
COSI' NON DITE PIU'
hinterland
MA DITE:
villaggi strategici
COSI' NON DITE PIU':
co.co.pro.
co.co.co.
precariato
lavoro
lavoro interinale
MA DITE:
neocapitalismo il cui evidente fallimento é dissimulato dalle menzogne UFFICIALI maldestramente appiccicate sulle contraddizioni più flagranti
Studenti, siete dei coglioni impotenti (lo sapevamo già) ma lo resterete finché non avrete:
SPACCATO LA FACCIA AI VOSTRI PROFESSORI;
INCULATO TUTTI I PRETI;
DATO FUOCO A SCUOLE E FACOLTA'.
l'arcipelago studentesco della cellula d'azione surrealista milano sud
Sono circa due anni che i giornali del Kapitale italiano (tutte le sue tendenze, dal Tempo all'Unità) sbraitano contro un nuovo « gruppo »: Autonomia Operaia, autore a loro dire di tutte le « provocazioni » e delle «azioni teppistiche» compiute negli ultimi tempi. In questi giorni poi la campagna giornalistica (soprattutto da patte della sinistra capitalistica) contro i « provocatori» si è accentuata poiché in fase di ristrutturazione il capitale italiano non può sopportare l'attività « sovversiva» dei compagni che non intendono più pagare sulla propria pelle il prezzo delle varie « crisi » capitalistiche o meglio il prezzo dell'esistenza capitalistica stessa. Compagni che sono usciti dalla logica « politica » dei partiti o gruppetti stalino-leninisti e che superando la falsa sfera della « politica», alienante e separata, portano avanti un discorso basato sull'esigenza di negare la sopravvivenza capitalistica, la dittatura spettacolar-mercantile che il dominio reale del capitale ha imposto. Storicamente la classe operaia nei momenti di esplosione rivoluzionaria ha sempre mandato affanculo i preti radical-borghesi socialisti, sedicenti comunisti, che erigendosi a suoi rappresentanti si erano innalzati i propri templi imponendo ai «protetti » il pellegrinaggio dopolavoristico. Fin dalle sue origini la classe operaia ha trovato momenti di organizzazione e di collegamento al di là degli schemi delle varie organizzazioni radical-borghesi, non ha certo aspettato il messia rivoluzionario per reagire al capitalismo. Ha saputo trovare propri mezzi e modi: dagli scioperi selvaggi agli atti di sabotaggio. Cominciando dal 1811 in Inghilterra con il movimento Luddista, prima e grossa espressione dell'autonomia operaia, passando per il giugno 1848 con le giornate del proletariato rivoluzionario parigino, continuando con La Comune e con i movimenti del '900 con la rivoluzione sovietica (fino a quando rimane tale), fino al '68. In queste esperienze il proletariato ha però superato l'ambito riduttivo delle rivendicazioni economico-politiche; o meglio nel momento in cui il capitale superando la fase di dominio formale ha instaurato il suo dominio reale, il proletariato e con esso i proletarizzati ha cominciato un discorso totale contro il suo essere proletario (o proletarizzato), contro il lavoro, contro la sopravvivenza capitalistica rifiutando la sfera separata della «politica ». Concludendo si può parlare dell'autonomia degli operai che tendono a negare la loro sopravvivenza in quanto tali e ad affermare la loro vita in quanto comunisti, dell'autonomia dei proletarizzati che negano la società spettacolar-mercantile ponendosi contro di essa (al di fuori non ci crede nessuno). Cosa diversa è invece l'organizzazione «Autonomia Operaia», rimasta interna alla logica politica, all'ideologia marx-leninista, all'ipotesi del «partito rivoluzionario», negando il contrasto tra i due concetti: di partito, che implica una ideologia, una struttura verticale, dei quadri dirigenti, dei militari, dei simpatizzanti, degli iscritti, dei militarizzati e dei non...; e di rivoluzionario, che nega tutto ciò e afferma se stesso, il proprio corpo, le proprie esigenze (comuniste). Questi compagni (Aut. Op.) partono da una realtà rivoluzionaria: l’esigenza di sviluppo autonomo di bisogni proletari, per riproporre tuttavia la << militanza rivoluzionaria>> (professionale) e il partito, con l'unico risultato di incanalare queste esigenze rivoluzionarie negli schemi capitalistici della « politica» e dell'« ideologia ». Pur muovendosi da premesse antirevisioniste (il rifiuto della figura coscienziale del partito e l'innesco del movimento autonomo) l'autonomia operaia organizzata fa rientrare il partito dalla finestra, burocratizzando lo stesso concetto di «autonomia».
da Neg/azione 1976
Scoppia la tomba, si sgualcisce il sudario...
Le ossa dei morti sottoterra e i muscoli
atrofizzati, disseccati,
Si animano fremendo, respirano e
si svegliano, ispirate...
Saltano su come dei prigionieri che abbiano rotti i ferri...
Che lo schiavo che fatica alla macina se ne scappi
per i campi,
Che possa abbracciare l’azzurro e ridere
nell’aria radiosa...
E l’anima incatenata, confinata nei sospiri
e nell’oscurità,
Essa, il cui viso in trenta anni
di sfinimento non ha mai visto un sorriso,
Ch’essa si rialzi e guardi al di fuori; le sue
catene non la trattengono più, le porte della
sua segreta sono spalancate...
La cellula d'azione surrealista mi-sud comunica la propria presenza sul territorio.
5 ago - 5 gen
nr. 31 orologi municipali distrutti
nr. 29 telecamere devastate
nr. 9 chiese attaccate
nr. 6 scuole vandalizzate
nr. 85 murales dipinti
nr. 2 banche svaligiate
nr. 4 lampioni sabotati
nr. 3 caserma della polizia colpita
nr. 154 messaggi su muro scritti con vernice spray
nr. 103 spese autoridotte
nr. 12,000 volantini distribuiti
nr. 3,000 manifesti attacchinati
nr. 11 case aperte
nr. 21 presidi organizzati
nr. 16 arresti impediti
cellula d'azione surrealista (milano sud)
MORTE AL TEMPO!